Il lavoro che ho presentato in occasione della mostra collettiva “Celluloidee” è ispirato dal film di Marco Bechis Garage Olimpo che narra degli anni bui della dittatura in Argentina dal 1976 al 1983.
Una diapositiva di uno scorcio di mare delle coste argentine è proiettata sul muro. E’ l’immagine che apre e chiude il film: i prigionieri politici venivano caricati sugli aerei e gettati in mare ancora vivi.
Una obliteratrice aziendale; sui cartellini sono segnati i dati della feroce repressione. E’ sconvolgente il fatto che gli aguzzini sono inquadrati come impiegati che ogni giorno timbrano il cartellino: la tortura intesa come pratica quotidiana per estorcere informazioni all’opposizione.
Del filo spinato è sparso per tutto l’ambiente, metafora dei campi di concentramento.
Una radio manda in onda una partita di calcio dei giorni nostri; anche le torture e gli assassinii continuano ad essere praticati in Argentina.
E’ una partita ancora aperta e l’arbitro non vuole fischiare la fine.
Giorgio Del Basso 2001




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